mercoledì 16 marzo 2011

Don Andrea Gallo, moderno Savonarola

Lui si definisce "angelica-
mente anarchico", ma è più famoso come "prete di strada". Don Andrea Gallo, sacerdote genovese, 83 anni, fondatore e anima della Comunità di San Benedetto al Porto nel capoluogo ligure, ieri sera, microfono alla mano, lunga sciarpa rossa al collo agitata come una bandiera, sul palco del teatro Smeraldo di Milano ha interpretato Io non taccio, monologo tratto dalle invettive, attualizzate, di frate Gerolamo Savonarola. Tutto esaurito, pubblico inchiodato alle poltrone per oltre due ore.
Nei panni dell'eretico scomunicato da papa Alessandro VI, e morto sul rogo, don Gallo era completamente a suo agio. Del resto, sono passati sì oltre cinque secoli, ma i problemi sono sempre gli stessi: corruzione, malaffare, ignoranza, indifferenza, politica volta a perseguire interessi personali invece del bene comune, sfruttamento, lotte di potere, oltraggio alle regole, offese alla dignità della persona eccetera. E il fustigatore don Gallo, difensore degli ultimi, tutto fede e passione civile, per nulla intimorito dalla fine terribile del suo predecessore, ha lanciato i suoi strali contro la classe politica, il potere economico e le gerarchie della Chiesa, con nomi e cognomi. Non ha risparmiato nessuno. Una narrazione ricca di scontri con i suoi superiori ("Io accetto la dottrina della Chiesa e amo la Chiesa così tanto da sentire il dovere di segnalarle i suoi errori"), ma anche di episodi con al centro molti protagonisti della vita culturale e artistica (Fabrizio De André, Mino Monicelli, Dario Fo, Ettore Scola eccetera).
Un esempio. "Anni fa", ha ricordato don Gallo, "con l'amica Nanda Pivano, abbiamo messo a confronto il testo latino dell'enciclica di papa Giovanni XXIII Pacem in terris con la traduzione italiana curata dalla Cei. Con sorpresa ci siamo accorti che l'espressione 'portare la democrazia con le armi' in italiano è accompagnata da un 'non si deve'; in latino invece questo comportamento è alienum a ratione, lontano dalla ragione, cioè folle".
Da ragazzo don Gallo ha conosciuto il fascismo; per questo difende sempre con forza la Costituzione e, oltre ai "fascismi", combatte "i berlusconismi, i ciellismi, gli affarismi" che nulla hanno a che vedere col bene comune.
Verso la fine della serata don Andrea si è rivolto con grande energia ai giovani: "Agitatevi. Organizzatevi. Studiate. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza. Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza". Pausa. "Antonio Gramsci". Applausi e standing ovation.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

TUTTI I PRETI DOVREBBERO ESSERE COME DON GALLO.LUI E' UN VERO SEGUACE DI CRISTO . ANCHE SE PURTROPPO UN GIORNO IL SUO CORPO MORIRA' IL SUO INSEGNAMENTO RESTERA' SEMPRE VIVO. VAI AVANTI CARO DON GALLO, DIO E'NEI TUOI OCCHI E NEL TUO CUORE.

Paolo ha detto...

Ho visto la puntata. Fantastico uomo! meravigliosamente ampia la visione delle cose, bellissimo il modo che ha di rispondere alle domande, non è mi è mai sembrata la secca replica ma il riportare continuamente tutto in una visione più ampia, un continuo invito a alzare la testa.


Paolo

Anonimo ha detto...

Spero di avere il piacere di conoscere don Gallo,quando leggo i suoi scritti mi apro alla speranza cristiana,che DIO benedica questo prete per tutto il bene che fa ogni giorno.E' bello sapere che in questo mondo ci sia una persona cosi'. E' la luce in questo buio di valori che ci circonda.Ma perche' la chiesa non si sveglia? Abbiamo bisogno di tanti DON GALLO.

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