
lunedì 26 ottobre 2009
Bersani: occupazione e precarietà al primo posto

domenica 25 ottobre 2009
Primarie: il Pd non sia più un bel sogno

Marrazzo, una storia molto amara
venerdì 23 ottobre 2009
Montezemolo, il posto fisso, l'uovo e la gallina


Emma la tosta

Ilaria e Miran raccontati da "Blu Notte"

mercoledì 21 ottobre 2009
Berlusconi e il posto fisso
martedì 20 ottobre 2009
A proposito di immunità parlamentare

Sacconi e il posto fisso
Tremonti e il posto fisso

Claudio Magris, un grande italiano

martedì 13 ottobre 2009
Meditate gente, meditate

Passata la crisi, gabbato lo santo
venerdì 9 ottobre 2009
Cercasi venditore sottopagato
giovedì 8 ottobre 2009
Berlusconi come Barabba

mercoledì 7 ottobre 2009
Lodo Alfano illegittimo
Metti il lavoro in prima pagina

Febbre o raffreddore? Chiamate il dott. Topo Gigio

Milano mia, vergogna

In caso di stupro: minimizzare
"Padani" alla conquista del mare
Casa Bianca: Dalai Lama, ripassi più tardi

sabato 3 ottobre 2009
Scudo fiscale: promosso dagli assenti
Carnevale di Viareggio: Berlusconi giù dai carri

Ricevo dall'amico Renato Frezza, Monterosso al mare (Cinque Terre).
Il carnevale è sempre stata la festa dell’irriverenza durante la quale personaggi del potere, messi sullo stesso piano del popolo, venivano scherniti come qualunque altra persona. Solo durante il fascismo questa innocente pratica venne, per ovvi motivi, sospesa. Ora, non voglio accodarmi a quanti temono in Italia "il pericolo dittatura" ma vien da sé che se, oltre a Santoro e compagni, vengono messi in discussione anche i carri allegorici di Viareggio, una riflessione la devo fare. E’ di pochi giorni fa la notizia, ripresa da un quotidiano, che non solo i carri rappresentanti il premier e le veline sono stati bocciati, ma anche quelli che rappresentavano Maroni e la sua politica sull’immigrazione. Ora, se gridare alla dittatura può sembrare eccessivo, forse perché non ci sono ancora in giro i manganelli, come si può definire il tentativo del centro destra di unificare il pensiero sulla sua politica, escludendo qualsiasi forma di dissenso, tacciando di antitalianità chi osa avere una visione diversa sulla crisi, sull’etica o sulla partecipazione dei nostri militari in missioni all’estero. Ma il dissenso e la possibilità di esprimerlo non sono forse un fondamento portante di una democrazia? Perchè gridare contro la Rai e le sue cosiddette “trasmissioni di parte”? In fin dei conti, se si calcola che gli abbonati Rai sono 15 milioni, non ci vedo nulla di scandaloso se i dubbi di una parte di essi vengono espressi in una trasmissione televisiva. Considerando che il canone è lo stesso, sia per gli elettori di centro destra che per quelli di centro sinistra, lo scandalo sarebbe privare oltre un terzo degli abbonati di un loro punto di riferimento catodico. L’intervista alla D’Addario è stata uno scandalo? Ma scandaloso è semmai che nessuno lo avesse già fatto! Tanto se il Cavaliere non ha paura di denunciare la stampa, perché farsi dei problemi su una escort che può essere tranquillamente citata in giudizio per diffamazione? A meno che..... non si abbia paura che nel giudizio contro la escort si scoprano altarini pericolosi per la morale che si pretende di voler rappresentare.