Gli avvocati di Berlusconi (Nicolò Ghedini e Piero Longo), presentando il ricorso in appello del loro cliente contro la sentenza di primo grado del "processo Ruby", hanno chiesto per Berlusconi le attenuanti generiche, sottolineando il ruolo pubblico rivestito dal cavaliere per quasi un ventennio come Presidente del Consiglio in quattro governi e come personaggio politico di spicco.
Attenuanti? Aggravanti, caso mai. Chi riveste un ruolo istituzionale a maggior ragione deve tenere un comportamento trasparente e inattaccabile.
mercoledì 15 gennaio 2014
sabato 11 gennaio 2014
"Mr Casaleggio....., I presume"
Breve cronaca di uno scambio di battute improvvisato con Gianroberto Casaleggio, ideologo di Beppe Grillo e del Movimento 5 stelle, che ho incontrato casualmente nella mia città; incontro che, per la scarsa visibilità del personaggio (finora ha preferito muoversi dietro le quinte), mi ha ricordato lo stupore di Henry Stanley quando incontrò nella giungla il disperso dottor David Livingstone ("Doctor Livingstone..... I presume").
Milano, 10 gennaio 2014 ore 18.50, via Santa Maria alla Porta 11. Sto aspettando la mia amica Silvia davanti alla pasticceria Marchesi, ho lo sguardo perso nelle vetrine ricche di ogni dolce ben di Dio (perfino la riproduzione in marzapane di due opere di Kandisky, celebrative della mostra dell'artista russo in questi giorni a Palazzo Reale). Mi guardo alle spalle per vedere se Silvia arriva e invece incrocio il sopraggiungere a passo svelto di un signore, bavero rialzato, chioma riccia e lunga al vento. Impossibile non riconoscerlo: è Gianroberto Casaleggio.
Casaleggio va davvero veloce, mi supera ed è già avanti a me circa 30 metri.
Da giovane ho praticato alcuni sport, sono stata anche una buona centometrista. Ma adesso l'età, gli acciacchi..... Però prendo coraggio e parto all'inseguimento. Lo raggiungo, ho il fiatone, ma riesco a pronunciare: "Signor Casaleggio!". Lui si volta verso di me e mormora sorpreso: "Si!?!". Mi sento osservata come si guarderebbe una pazza.
"Mi scusi signor Casaleggio", intanto camminiamo appaiati e l'espressione del suo viso sembra rilassarsi ma sempre un po' sulla difensiva, "da cittadina, lo fate o no finalmente un accordo sulla legge elettorale? La stiamo aspettando da anni....".
"Abbiamo fatto la nostra proposta dopo che la Consulta ha dichiarato incostituzionale il Porcellum.....".
"Già, ma voi da soli non potete farcela.....".
"Andiamo alle elezioni e si vedrà".
"Ma dovrete trovare un accordo, non potete dire sempre di no.....".
"Prima andiamo a votare.....".
"Il Pd adesso si è rinnovato; è diventato un interlocutore per voi?"
"Che il Pd sia cambiato lo dice la televisione.....".
"Ma insomma, che cosa volete?"
"Andare alle elezioni".
Intanto l'ho accompagnato lungo corso Magenta, fin davanti a Palazzo Litta. Sono in ritardo e Silvia ormai mi starà aspettando davanti alla pasticceria Marchesi. Mi piacerebbe continuare questo colloquio anche perché adesso stavo iniziando a "carburare" e avrei potuto fare domande più impertinenti (al momento di cominciare la conversazione non è stato facile cambiare improvvisamente registro e passare di colpo dalla fascinazione delle dolcezze crema e cioccolato di Marchesi alla linea politica dei "grillini"), ma devo tornare al mio appuntamento.
"Grazie, buonasera signor Casaleggio".
"Grazie, buonasera a lei".
Raggiungo Silvia. "Oddio, Silvia, non sai chi ho incontrato.....". "Chi? Il diavolo?". "Più o meno". La prendo sottobraccio a andiamo.
Nella vita professionale ho fatto la giornalista, un lavoro che ti resta addosso anche quando sei in pensione: così, automaticamente, senza accorgermi, mi sono trasformata in citizen journalist. Peccato non aver scattato un selfie (ma selfie è maschile o femminile?) insieme al guru capellone pentastellato col mio smartphone.
Milano, 10 gennaio 2014 ore 18.50, via Santa Maria alla Porta 11. Sto aspettando la mia amica Silvia davanti alla pasticceria Marchesi, ho lo sguardo perso nelle vetrine ricche di ogni dolce ben di Dio (perfino la riproduzione in marzapane di due opere di Kandisky, celebrative della mostra dell'artista russo in questi giorni a Palazzo Reale). Mi guardo alle spalle per vedere se Silvia arriva e invece incrocio il sopraggiungere a passo svelto di un signore, bavero rialzato, chioma riccia e lunga al vento. Impossibile non riconoscerlo: è Gianroberto Casaleggio.
Casaleggio va davvero veloce, mi supera ed è già avanti a me circa 30 metri.
Da giovane ho praticato alcuni sport, sono stata anche una buona centometrista. Ma adesso l'età, gli acciacchi..... Però prendo coraggio e parto all'inseguimento. Lo raggiungo, ho il fiatone, ma riesco a pronunciare: "Signor Casaleggio!". Lui si volta verso di me e mormora sorpreso: "Si!?!". Mi sento osservata come si guarderebbe una pazza.
"Mi scusi signor Casaleggio", intanto camminiamo appaiati e l'espressione del suo viso sembra rilassarsi ma sempre un po' sulla difensiva, "da cittadina, lo fate o no finalmente un accordo sulla legge elettorale? La stiamo aspettando da anni...."."Abbiamo fatto la nostra proposta dopo che la Consulta ha dichiarato incostituzionale il Porcellum.....".
"Già, ma voi da soli non potete farcela.....".
"Andiamo alle elezioni e si vedrà".
"Ma dovrete trovare un accordo, non potete dire sempre di no.....".
"Prima andiamo a votare.....".
"Il Pd adesso si è rinnovato; è diventato un interlocutore per voi?"
"Che il Pd sia cambiato lo dice la televisione.....".
"Ma insomma, che cosa volete?"
"Andare alle elezioni".
Intanto l'ho accompagnato lungo corso Magenta, fin davanti a Palazzo Litta. Sono in ritardo e Silvia ormai mi starà aspettando davanti alla pasticceria Marchesi. Mi piacerebbe continuare questo colloquio anche perché adesso stavo iniziando a "carburare" e avrei potuto fare domande più impertinenti (al momento di cominciare la conversazione non è stato facile cambiare improvvisamente registro e passare di colpo dalla fascinazione delle dolcezze crema e cioccolato di Marchesi alla linea politica dei "grillini"), ma devo tornare al mio appuntamento.
"Grazie, buonasera signor Casaleggio".
"Grazie, buonasera a lei".
Raggiungo Silvia. "Oddio, Silvia, non sai chi ho incontrato.....". "Chi? Il diavolo?". "Più o meno". La prendo sottobraccio a andiamo.
Nella vita professionale ho fatto la giornalista, un lavoro che ti resta addosso anche quando sei in pensione: così, automaticamente, senza accorgermi, mi sono trasformata in citizen journalist. Peccato non aver scattato un selfie (ma selfie è maschile o femminile?) insieme al guru capellone pentastellato col mio smartphone.
giovedì 9 gennaio 2014
"Jobs Act": un suggerimento
Dopo due riforme del lavoro non solo inutili ma dannose (Biagi, Fornero), il Jobs Act di Matteo Renzi (di cui ieri sera sono state comunicate le linee guida) sembra andare finalmente nella direzione giusta, di sicuro per quanto riguarda la giungla contrattuale che affligge milioni di lavoratori, che non possono dirsi disoccupati, ma che certamente non sono occupati a tutti gli effetti, con le stesse tutele e garanzie degli altri (capito Gasparri? Che martedì sera a Ballarò sosteneva che la legge Biagi aveva aumentato l'occupazione? Certo, somaro Gasparri, è cresciuta l'occupazione precaria, con buona pace dei diritti garantiti ai lavoratori dalla Costituzione). Su questo aspetto voglio fare un'osservazione.
L'abuso che l'attuale legislazione consente con l'applicazione fraudolenta da parte di certe aziende di oltre 40 contratti atipici (i più gettonati e convenienti per le imprese sono il contratto a progetto e quello a partita Iva) dovrebbe finire con l'introduzione di un contratto di inserimento a tempo indeterminato a tutele crescenti e la drastica riduzione delle tipologie contrattuali.
Già, ma come la mettiamo con quelli della "generazione perduta"? Gente che lavora sotto ricatto e ininterrottamente da anni, magari nella stessa azienda, con questi contratti illegali? Lavoratori che hanno 35/40 anni...... Vogliamo dargli il contratto di inserimento e farli ripartire da zero..... a quarant'anni? Giustizia vorrebbe che, nei casi conclamati, fosse loro riconosciuto il periodo pregresso in cui hanno lavorato fianco a fianco con colleghi di serie A. Altrimenti, nel Paese che ha creato gli "esodati", verrebbe congelata, senza speranza di cambiamento, anche la condizione di questi lavoratori "abusati". E allora la lotta alla precarietà e al dualismo nel mercato del lavoro andrebbe a farsi benedire.
L'abuso che l'attuale legislazione consente con l'applicazione fraudolenta da parte di certe aziende di oltre 40 contratti atipici (i più gettonati e convenienti per le imprese sono il contratto a progetto e quello a partita Iva) dovrebbe finire con l'introduzione di un contratto di inserimento a tempo indeterminato a tutele crescenti e la drastica riduzione delle tipologie contrattuali.
Già, ma come la mettiamo con quelli della "generazione perduta"? Gente che lavora sotto ricatto e ininterrottamente da anni, magari nella stessa azienda, con questi contratti illegali? Lavoratori che hanno 35/40 anni...... Vogliamo dargli il contratto di inserimento e farli ripartire da zero..... a quarant'anni? Giustizia vorrebbe che, nei casi conclamati, fosse loro riconosciuto il periodo pregresso in cui hanno lavorato fianco a fianco con colleghi di serie A. Altrimenti, nel Paese che ha creato gli "esodati", verrebbe congelata, senza speranza di cambiamento, anche la condizione di questi lavoratori "abusati". E allora la lotta alla precarietà e al dualismo nel mercato del lavoro andrebbe a farsi benedire.
domenica 5 gennaio 2014
L'insostenibile leggerezza di Matteo
L'aria nuova che l'arrivo trionfale di Matteo Renzi alla segreteria Pd aveva sollevato soffia ormai come una forte e gelida corrente che può portare più malanni che benefici.Renzi ha modi ha adolescente un po' bullo che vuole primeggiare tra i suoi compagni per farsi bello con le ragazze, ma ora è al comando del principale partito italiano, "azionista di maggioranza" di un fragilissimo governo di larghe intese, basta con atteggiamenti da Fonzie!
Qualcuno dei suoi consiglieri dovrebbe dirgli che ora non gioca più nella squadretta dell'oratorio di Rignano sull'Arno, il paese dove è cresciuto, ma in quella della politica che ha nelle mani le sorti del Paese. Insomma, sarebbe ora di fare sul serio per evitare di commettere errori che potrebbero pregiudicare il programma di cambiamento di cui l'Italia ha assolutamente bisogno.
Invece gli scivoloni di Matteo, forse preso da ansia di prestazione, sembrano essere all'ordine del giorno. Per esempio, era proprio indispensabile mettere subito sul tappeto delle urgenze la Bossi-Fini e le unioni civili? Non bastavano, per cominciare, due macigni come la legge elettorale e la riforma del lavoro? Così ha scompaginato le carte e i suoi avversari (dentro e fuori il governo) hanno avuto gioco facile nel mettere subito in chiaro che non sono questi i problemi più urgenti per il Paese.
In effetti, condotte in porto le riforme della legge elettorale e del lavoro, Renzi avrebbe potuto giocare all'attacco anche sui temi sensibili. Così invece diventa forte il rischio che, in un tourbillon di veti incrociati su questo e quel provvedimento, tutto si squagli prima di cominciare e allora, di tutta quella carne al fuoco, resterà solo un acre odor di bruciato.
E poi, la battuta sarcastica "Chi?" riferita al viceministro per l'Economia Stefano Fassina era proprio necessaria in un momento così delicato? Per il bene di tutti spero che Renzi cambi atteggiamento e decida di diventare un politico affidabile: ha voluto a tutti i costi la sfida di mettersi in gioco per il rinnovamento e allora giochi le sue carte senza fare il depositario esclusivo della verità. Prima ascolti, poi decida. Diventando segretario del Pd, Renzi rappresenta tutti gli elettori del Pd e le speranze di una vera svolta democratica e modernizzatrice del Paese. Speranze che non possono più essere deluse.
Col pretesto di quella battuta, Fassina si è dimesso. "Non ci si dimette per una battuta", hanno commentato subito alcuni renziani (Debora Serracchiani, per esempio). Renzi a caldo ha spiegato che lui non sarà mai "un grigio burocrate che non può sorridere, scherzare, fare una battuta".Vero, ma le battute in politica non devono offendere qualcuno (per anni abbiamo stigmatizzato questo vezzo di Berlusconi e del desaparecido Bossi). Se Renzi vuole "rottamare" tutto ciò che in politica sa di superato, deve "rottamare" anche un certo lessico degli ultimi vent'anni che ha inquinato la comunicazione politica riducendola alla stessa stregua di quella da caserma. Un vero innovatore sa cambiare anche il linguaggio.
Dietrologia: i comportamenti di Renzi, dal sapore di campagna elettorale, sono forse segnali di guerra al governo Letta?
giovedì 2 gennaio 2014
La politica può cambiare. E il sindacato?
Il nuovo anno in politica è cominciato all'insegna dell'iperattivismo di Matteo Renzi. Il segretario del Pd ha annunciato per la nuova legge elettorale tre proposte base su cui dialogare (non troppo a lungo, anzi con sollecitudine) con gli altri partiti e una riforma del lavoro (Job act) che semplifichi la giungla di contratti e di norme che paralizzano l'occupazione.
Le intenzioni sono buone. Si aspettano i fatti. Sul lavoro è importante l'interesse che Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-Cgil, ha già manifestato dando il suo consenso al "contratto unico" di Renzi. Quasi scontato, in proposito, l'atteggiamento conservatore di Susanna Camusso. La politica del Pd di Renzi sta cercando di imprimere una svolta nelle scelte importanti per il Paese. Riuscirà il maggior sindacato italiano a fare altrettanto al suo interno?
Le intenzioni sono buone. Si aspettano i fatti. Sul lavoro è importante l'interesse che Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-Cgil, ha già manifestato dando il suo consenso al "contratto unico" di Renzi. Quasi scontato, in proposito, l'atteggiamento conservatore di Susanna Camusso. La politica del Pd di Renzi sta cercando di imprimere una svolta nelle scelte importanti per il Paese. Riuscirà il maggior sindacato italiano a fare altrettanto al suo interno?
giovedì 28 novembre 2013
A proposito del futuro di povertà dei precari
Lettera al Corriere della Sera pubblicata il 28 novembre 2013 nella rubrica Interventi e Repliche, pag. 49.
Caro direttore, sul Corriere di ieri, a proposito del futuro di povertà dei precari, allarme lanciato il giorno prima dall'Ocse, c'è un spunto che varrebbe la pena indagare. In un articolo firmato da Corinna De Cesare e Fabio Savelli, leggo che il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua ha provato a spargere acqua sul fuoco rassicurando i giovani con queste parole: "Chi oggi è precario la pensione ce l'avrà sicuramente perché il sistema pensionistico non può essere sostitutivo del mercato del lavoro, dell'assistenza e del sostegno al reddito, se i tre sistemi reggono allora non si verificherà quello che dice l'Ocse".
Il problema non è solo quello di avere la pensione, ma la sua entità. Io non avrei detto che Mastrapasqua è stato rassicurante (a parte i "se"), anche perché lo stesso presidente dell'Inps, il 6 ottobre 2010, aveva detto al Corriere: "Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale". Nello stesso periodo l'Inps aveva appena reso noto uno studio dal quale risultava che, dopo una vita da precario, un lavoratore andrebbe in pensione con circa 250 euro. Ma nessuno fece caso a questa notizia.
L'allarme lanciato dall'Ocse il 26 novembre non era una notizia. I circa 3,5 milioni di precari in Italia e le loro famiglie hanno da tempo ben presente questo problema. D'altra parte l'uso fuori controllo, l'abuso, che molte aziende continuano a fare dei contratti atipici non fa che aggravare la situazione.
Nei giorni scorsi ho partecipato a qualche evento di Book City (editori tutti contenti dei risultati; quest'anno 130 mila partecipanti rispetto agli 80 mila dell'anno scorso). Quanti sanno che le aziende editoriali sono quelle che più sfruttano questi contratti, in gran parte falsi contratti a progetto e false partite Iva?
Secondo l'inchiesta "Editoria invisibile" promossa da Ires Emilia Romagna per conto di SLC (sindacato lavoratori della comunicazione)/Cgil i cui risultati sono stati resi noti nella primavera scorsa, il 92% di chi lavora nell'editoria ha contratti non standard. In grandissima parte sono donne, laureate, in età compresa tra i 25 e i 39 anni.
Grazie per l'attenzione
Valentina Strada
lunedì 11 novembre 2013
"Cosa ha fatto Berlusconi per voi?". "Bohhhh...."
La breve intervista al fratelli Andrea (23 anni) e Luca (18) Zappacosta (Repubblica di oggi) fa letteralmente cadere le braccia per quanto è indice del fanatismo dell'ignoranza e della disinformazione di cui si nutrono certi giovani d'oggi e della manipolazione di cui possono essere vittime e, a loro volta, protagonisti.
Le due giovani reclute dello sfilacciato partito di Berlusconi, iscritte d'ufficio alla squadra dei falchi (falchetti) con la benedizione della Santanché, hanno organizzato per domani sera a Roma un evento per radunare tutti i loro coetanei interessati al prossimo casting del cavaliere, che vuole sangue nuovo per Forza Italia.
"Berlusconi ha sempre mantenuto tutte le sue promesse; i suoi governi hanno ottenuto record senza precedenti", hanno dichiarato con convinzione i fratelli Zappacosta al giornalista di Repubblica.
Al posto del collega avrei senz'altro chiesto loro l'elenco delle promesse mantenute dal cavaliere e quali record avrebbe stabilito il suo governo. Ma si sa, lo spazio nei giornali è spesso tiranno.
Anni fa, in occasione di una delle tante campagne elettorali, attraversando piazza del Duomo a Milano proprio mentre si stava svolgendo una manifestazione del Pdl, con Berlusconi in collegamento sul maxischermo, mi sono fermata davanti a un gruppetto di ragazzi che brandivano e sventolavano bandiere del Pdl. Ho chiesto loro: "Perché siete qui?". "Per Berlusconi", è stata la risposta. "Ma che cosa ha fatto Berlusconi per voi giovani?". Tutti in coro: "Bohhhhh".
Le due giovani reclute dello sfilacciato partito di Berlusconi, iscritte d'ufficio alla squadra dei falchi (falchetti) con la benedizione della Santanché, hanno organizzato per domani sera a Roma un evento per radunare tutti i loro coetanei interessati al prossimo casting del cavaliere, che vuole sangue nuovo per Forza Italia.
"Berlusconi ha sempre mantenuto tutte le sue promesse; i suoi governi hanno ottenuto record senza precedenti", hanno dichiarato con convinzione i fratelli Zappacosta al giornalista di Repubblica.
Al posto del collega avrei senz'altro chiesto loro l'elenco delle promesse mantenute dal cavaliere e quali record avrebbe stabilito il suo governo. Ma si sa, lo spazio nei giornali è spesso tiranno.
Anni fa, in occasione di una delle tante campagne elettorali, attraversando piazza del Duomo a Milano proprio mentre si stava svolgendo una manifestazione del Pdl, con Berlusconi in collegamento sul maxischermo, mi sono fermata davanti a un gruppetto di ragazzi che brandivano e sventolavano bandiere del Pdl. Ho chiesto loro: "Perché siete qui?". "Per Berlusconi", è stata la risposta. "Ma che cosa ha fatto Berlusconi per voi giovani?". Tutti in coro: "Bohhhhh".