Una buona notizia per tutti i giovani, anche senza uno straccio di laurea e ovviamente neppure una specializzazione. Avete mai pensato di entrare in politica? Se lo fate adesso anche voi potrete diventare ministri; basta che abbiate un aspetto piacevole, la chiacchiera facile, che vi dedichiate allo studio come uno studente che punta alla sufficienza ed è fatta.
Un esempio? Il neoministro per la Salute, Beatrice Lorenzin. Dalla maturità classica a uno dei dicasteri più delicati e complessi. Date un'occhiata al suo curriculum.
E voi, 25/30enni laureati con 110 e lode e magari plurimasterizzati e col dottorato all'estero in prestigiose università smettetela di lamentarvi con lettere ai giornali perché non trovate lavoro e siete obbligati a scappare all'estero. Avete sbagliato, basta con la necessità di un percorso formativo solido, ben strutturato e specializzato (nonché molto costoso). Non serve, così finirete per fare solo gli operatori di call center o i pizzaioli. Invece col minimo di studi potrete raggiungere obiettivi importanti come fare i ministri della Repubblica.
C'è speranza per tutti (e lo dico senza ironia dal momento che sappiamo bene che avere una laurea non è un attestato di eccellenza e talvolta neppure di capacità). Certo, per guidare un dicastero come quello della Sanità sarebbe stato opportuno avere qualche competenza in più oltre l'aspirina e l'apparecchietto per raddrizzare i denti che Beatrice Lorenzin ha portato con giusta disinvoltura fino all'anno scorso.
martedì 30 aprile 2013
Il lavoro nell'agenda Letta: insufficiente
Il neopresidente del Consiglio Enrico Letta ha annunciato l'agenda fittissima, e ambiziosa, del suo governo. Diciotto mesi (altrimenti Letta ne trarrà le debite conseguenze, cioè si dimetterà) per fare ciò che non è stato fatto in vent'anni. Spero che ci riesca, ma ho molti fondati dubbi.
Priorità al lavoro, ha annunciato Letta nel suo discorso ieri alla Camera. Certo, dipende come. Perché se si pensa di eliminare giustamente una legge strombazzata e inutile come quella della Fornero, ma l'obiettivo è, come sembra, quello di aumentare la flessibilità in entrata lasciando che le aziende continuino imperterrite a commettere abusi su abusi (falsi contratti a progetto e false partite Iva), non ci siamo. E poi, che cosa vuol dire diminuire il costo del lavoro per i giovani neoassunti? Intanto intendiamoci sul termine; da troppi anni si parla di giovani (molti dei quali nel frattempo sono già invecchiati) in questo caso anche neoassunti. Neoassunti? Forse si intendeva chi aspira all'assunzione. Qual è infatti l'imprenditore che negli ultimi tempi ha assunto dei giovani, nel vero senso della parola "assunzione"? A meno che per assunzione non si intenda la truffa dei contratti precari. Perché non si è parlato invece di stabilizzazione dei lavoratori precari e di efficaci controlli nelle aziende che, con la complicità della crisi come facile pretesto, remano contro i giovani? Quest'ultimo sarebbe un deterrente forse più efficace della riduzione del cuneo fiscale, questa sì un incentivo per chi vuole assumere ex novo un giovane.
Priorità al lavoro, ha annunciato Letta nel suo discorso ieri alla Camera. Certo, dipende come. Perché se si pensa di eliminare giustamente una legge strombazzata e inutile come quella della Fornero, ma l'obiettivo è, come sembra, quello di aumentare la flessibilità in entrata lasciando che le aziende continuino imperterrite a commettere abusi su abusi (falsi contratti a progetto e false partite Iva), non ci siamo. E poi, che cosa vuol dire diminuire il costo del lavoro per i giovani neoassunti? Intanto intendiamoci sul termine; da troppi anni si parla di giovani (molti dei quali nel frattempo sono già invecchiati) in questo caso anche neoassunti. Neoassunti? Forse si intendeva chi aspira all'assunzione. Qual è infatti l'imprenditore che negli ultimi tempi ha assunto dei giovani, nel vero senso della parola "assunzione"? A meno che per assunzione non si intenda la truffa dei contratti precari. Perché non si è parlato invece di stabilizzazione dei lavoratori precari e di efficaci controlli nelle aziende che, con la complicità della crisi come facile pretesto, remano contro i giovani? Quest'ultimo sarebbe un deterrente forse più efficace della riduzione del cuneo fiscale, questa sì un incentivo per chi vuole assumere ex novo un giovane.
domenica 28 aprile 2013
Governo Letta per forza e per amore
Mi è venuto il magone. Come quando ti ritrovi impotente davanti a ingiustizie, disuguaglianze, violenze e vorresti rovesciare il mondo ma poi ti accorgi che tanto non ce la fai. Guardo la foto-ricordo dei ministri del governo di Enrico Letta e penso che la sinistra per palese incapacità ha perso l'occasione per dare finalmente al Paese un governo anche attento ai problemi sociali.
Ho apprezzato la presenza di alcune sorprese eccellenti tra le new entries; cito soprattutto tre donne: Maria Chiara Carrozza, rettore della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, fisico e bioingegnere con un curriculum prestigiosissimo - in alto - al ministero dell'Istruzione, università e ricerca; Cécile Kyenge, medico oculista, esperta di cooperazione internazionale e immigrazione - sopra - al ministero dell'Integrazione; Josefa Idem, pluricampionessa olimpica impegnata nel sociale - in basso - alle Pari opportunità, politiche giovanili e sport. Tuttavia il magone, la delusione e l'amarezza sono grandi. Anche se mi rendo conto che bisogna dare spazio a una speranza che deve nascere per forza e per amore del nostro Paese.
Certo, per uscire dalla paralisi del Paese ormai non restava che quest'ultima, fragile occasione. Il cerino è bruciato tra le dita di Bersani, vittima ma anche responsabile. Ora Berlusconi, ancora votato da milioni di italiani nonostante il disastro provocato dai suoi governi, gli scandali, i capi d'accusa, comanda il gioco e in qualsiasi momento può staccare la spina al nuovo governo. Sembra un paradosso, ma ci si deve augurare che questo non avvenga, che la strana coppia Pd-Pdl conviva e riesca a lavorare per il bene del Paese, che Enrico Letta riesca quindi nel suo difficilissimo compito. A parte il mio magone.
venerdì 26 aprile 2013
In attesa di un'altra festa della Liberazione
Festeggiare ogni anno il 25 Aprile è ricordare una data fondamentale della nostra storia, un'emozione che si rinnova nel racconto di chi c'è stato e nelle speranze di chi c'è. Purtroppo ieri questa giornata festosa ha coinciso con la somministrazione di una medicina amarissima, un sorta di ultima chance per far ripartire il Paese bloccato da una politica inconcludente che lo ha imprigionato, e soprattutto da una consolidata perdita di fiducia proprio nella classe dirigente.
La medicina è il governo a due facce che sta nascendo, Pd e Pdl insieme, da una parte i democratici dall'altra i "berluscones", l'"inciucio" come ormai viene chiamato con una parola disgustosa.
Per dirla col linguaggio del 25 Aprile, insieme chi ha combattuto per la libertà e chi era dalla parte del nemico, chi voleva ridare dignità a un Paese umiliato da una guerra che non si doveva combattere e chi aveva venduto l'Italia a un disegno criminale.
Quello che nessuno voleva e vuole sta accadendo. E' un delitto contro natura, ma sembra proprio indispensabile. Spero almeno che a entrare nella squadra di questo governo siano, da ambo le parti, facce nuove, nessuna "vecchia volpe" della politica, nessun responsabile dell'attuale sfascio. Riuscirà il tentativo di Enrico Letta. presidente del Consiglio incaricato? Quanto durerà? C'è da augurarsi il minor tempo possibile, solo quello utile per costruire quei provvedimenti che rimettano in moto la vecchia macchina scassata con cui dobbiamo fare la nostra corsa contro certe locomotive europee. Poi si torni alle urne (e ne esca, spero, un Pd rigenerato e unito).
Per una nuova Festa della Liberazione dobbiamo ancora aspettare.
La medicina è il governo a due facce che sta nascendo, Pd e Pdl insieme, da una parte i democratici dall'altra i "berluscones", l'"inciucio" come ormai viene chiamato con una parola disgustosa.
Per dirla col linguaggio del 25 Aprile, insieme chi ha combattuto per la libertà e chi era dalla parte del nemico, chi voleva ridare dignità a un Paese umiliato da una guerra che non si doveva combattere e chi aveva venduto l'Italia a un disegno criminale.
Quello che nessuno voleva e vuole sta accadendo. E' un delitto contro natura, ma sembra proprio indispensabile. Spero almeno che a entrare nella squadra di questo governo siano, da ambo le parti, facce nuove, nessuna "vecchia volpe" della politica, nessun responsabile dell'attuale sfascio. Riuscirà il tentativo di Enrico Letta. presidente del Consiglio incaricato? Quanto durerà? C'è da augurarsi il minor tempo possibile, solo quello utile per costruire quei provvedimenti che rimettano in moto la vecchia macchina scassata con cui dobbiamo fare la nostra corsa contro certe locomotive europee. Poi si torni alle urne (e ne esca, spero, un Pd rigenerato e unito).
Per una nuova Festa della Liberazione dobbiamo ancora aspettare.
lunedì 22 aprile 2013
Onorevoli, al lavoro!
Il presidente Napolitano, insediandosi per la seconda volta al Quirinale, ha sferzato senza risparmio di colpi una classe politica inconcludente, dedita più a giochi e giochini per interessi di partito, da diversi anni assolutamente incapace di fare le riforme fondamentali per il Paese.
Quando si dice che per uscire dalla crisi bisogna che i lavoratori italiani aumentino la produttività se lo ricordino coloro che siedono a Montecitorio e a Palazzo Madama: facciano le benedette leggi necessarie al funzionamento e alla ripresa del Paese, il Parlamento deve produrre buone leggi. Basta perdere tempo.
Quando si dice che per uscire dalla crisi bisogna che i lavoratori italiani aumentino la produttività se lo ricordino coloro che siedono a Montecitorio e a Palazzo Madama: facciano le benedette leggi necessarie al funzionamento e alla ripresa del Paese, il Parlamento deve produrre buone leggi. Basta perdere tempo.
sabato 20 aprile 2013
Barca, dove sei?
Che cos'altro deve succedere prima che venga eletto il nuovo Presidente della Repubblica? Nel Pd sono prevalsi interessi di bottega: si è sfasciato il partito e con esso le speranze di milioni di italiani che avevano sperato e creduto finalmente in una svolta.Grande assente in questi giorni di confuso, concitato e drammatico
dibattito Fabrizio Barca, ministro per la Coesione territoriale; assenza probabilmente suggerita dall'attuale ruolo nel governo Monti, ruolo che tuttavia non gli aveva impedito di presentare recentemente il suo manifesto per la rifondazione del maggior partito della sinistra. Riportando con lucidità la barra a sinistra. Barca, dove sei?
venerdì 19 aprile 2013
Tocca a Prodi. Ma perché Rodotà non va bene?
Il terzo scrutinio per l'elezione del Presidente della Repubblica si è appena concluso, com'era prevedibile, con una fumata nera. Forse arriva il turno della candidatura di Romano Prodi. Ma perché Stefano Rodotà non va bene al Pd? Perché l'ha proposto il Movimento 5 Stelle? Sono giochi che il cittadino non capisce. Il profilo del professor Rodotà è ineccepibile per ricoprire il principale ruolo istituzionale.
Stiamo vivendo una situazione politica surreale e questo, per le responsabilità del Pd nel dopo elezioni più farraginoso e critico che si ricordi, è molto pericoloso.
E se qualche volta si ascoltasse il Paese invece del partito?
Stiamo vivendo una situazione politica surreale e questo, per le responsabilità del Pd nel dopo elezioni più farraginoso e critico che si ricordi, è molto pericoloso.
E se qualche volta si ascoltasse il Paese invece del partito?