domenica 2 ottobre 2016

P.S. Renzi-Zagrebelsky: il ruolo di Napolitano

Renzi ha dovuto cedere sull'Italicum e nell'incontro con Zagrebelsky ha annunciato che entro ottobre ci sarà una proposta di modifica della nuova legge elettorale (cosa non si fa per la campagna elettorale referendaria....).
Nell'aver cambiato idea su una convinzione che sembrava incrollabile ("la legge elettorale non si tocca") c'è stato lo zampino di Napolitano che ha cercato di far rientrare Renzi nei binari democratici dai quali il premier talvolta deraglia.
Peccato che Napolitano non lo abbia consigliato anche su certe riforme affrettate (vedi Jobs Act) in cui l'unica parte sociale, consultata e ascoltata da Renzi, è stata Confindustria.

Ho sbagliato: Renzi ha sconfitto Zagrebelsky

Ho fatto un errore: ho valutato il confronto tra Renzi e Zagrebelsky col metro e il peso dell'immagine, parametro in cui è facile cadere quando si è pervasi, come avviene dagli anni '80, dalla cultura dell'immagine che, con un automatismo inquietante, ti avvia su percorsi inadeguati se non hai l'acutezza di saper distinguere subito la forma dal contenuto.
Benissimo ha fatto quindi Eugenio Scalfari nel suo commento su Repubblica di oggi a considerare solo quel che i due contendenti hanno detto, non come lo hanno detto. E qui non c'è stata storia: ha vinto Renzi.

sabato 1 ottobre 2016

Renzi-Zagrebelsky: un confronto né Si né No

Il confronto su La7 ieri sera fra Matteo Renzi e il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky si è concluso, secondo me, senza vincitore né vinto. Il giovane premier adrenalinico parlava a raffica e l'anziano e colto professore, soprattutto all'inizio, faticava un po' a prendere l'abbrivio, complice il disagio che, aveva detto ai giornali, gli mettono le telecamere. Renzi credeva di averlo già "asfaltato" dopo i primi interventi, glielo si leggeva negli occhi e nella mimica facciale. Invece poco alla volta il professore si è ripreso e ha potuto sciorinare tutta la sua profonda conoscenza dell'argomento nonostante l'impazienza del moderatore Mentana che teneva d'occhio i tempi televisivi, molto più veloci delle reazioni del professore.
Le ragioni del Sì e del No sono state messe sul tavolo anche tra qualche intemperanza gestuale del premier e qualche malinteso del professore. A un certo punto mi sembrava di assistere a una discesa con gli sci: Renzi giù a capofitto come in una libera olimpica, Zagrebelsky impassibile nello scendere accarezzando la neve e curvando con l'eleganza e lo stile del Telemark.
Ciascuno ha gareggiato a modo suo perché i concorrenti avevano nulla in comune. Sono state messe a confronto due personalità troppo diverse nell'eloquio, nella preparazione e conoscenza dei temi trattati (enciclopedica Renzi, perfettamente a suo agio in uno studio tv: sapeva tutto, con tanto di dati, citazioni e riferimenti precisi; per nulla mediatico, accademico, anche un po' noioso, Zagrebelsky, molto istituzionale nell'andare a cercare il pelo nell'uovo dentro a ogni piega degli articoli della riforma) e questo ha fatto sì che i due andassero quasi sempre
ognuno per la propria strada nonostante i tentativi di Mentana di riportare il confronto tra i confini del Sì o No alla riforma costituzionale.

martedì 27 settembre 2016

Niente Olimpiadi? Allora voglio il Ponte!

Quanti voti vale il Ponte sullo Stretto? Oggi a Milano Matteo Renzi, orfano delle Olimpiadi di Roma, ha rilanciato il progetto del ponte sullo Stretto di Messina. "Centomila nuovi posti di lavoro!", ha sparato il premier.
Se non è una boutade elettorale, gli si ricordi che prima delle grandi opere bisogna bonificare l'intero
territorio nazionale dal rischio idrogeologico (molto alto, tra l'altro, proprio nel mare e nelle terre interessate alla costruzione del ponte), bisogna completare la rete ferroviaria là dove ancora c'è il binario unico, bisogna portare l'acqua potabile dove manca, bisogna bisogna bisogna........ Bisogna fare un mucchio di cose tra cui, anche, ricostruire le zone terremotate dell'ultimo (Umbria, Marche) e del penultimo sisma (nel Mantovano).
Un rilancio del progetto ponte sullo Stretto (" E' la Napoli-Palermo", dimenticando che siamo ancora aspettando il completamento della Salerno-Reggio Calabria) fatto con scarso senso di opportunità politica proprio in casa della Salini-Impregilo, l'azienda di costruzioni maggiormente interessata all'opera faraonica, che festeggiava a Milano i suoi 110 anni di attività.

Referendum: "Italiani, volete bene alla mamma?"

Appena Renzi ha mostrato in tv la scheda col quesito referendario l'opposizione ha levato gli scudi. Scorretto, certo: il testo della domanda che i cittadini italiani troveranno il prossimo 4 dicembre in cabina è veramente scorretto (anche se, si è giustificato il premier-furbetto, è il titolo della legge ed è ciò che formalmente va indicato sulla scheda).
Come quasi sempre, l'opposizione arriva ben in ritardo: conosceva da tempo il quesito ma non aveva sollevato eccezioni.
Ora ci dovremo misurare con una domanda che equivale a chiedere agli italiani: 1) se vogliono bene alla mamma; 2) se, invece di uno spettacolo di teatro Kabuki, preferiscono guardare una partita di calcio; 3) se mangiano gli spaghetti.
Risposta scontata.

lunedì 26 settembre 2016

Lega contro Lega. Svizzeri contro "lumbard"

Nel Canton Ticino la destra leghista
ha vinto con 58% dei voti il referendum "Prima i nostri" dando un duro colpo ai lavoratori frontalieri italiani che ogni giorno varcano il confine per andare al lavoro.
E' "commovente" che il governatore della Lombardia Roberto Maroni sia intervenuto subito in difesa dei lavoratori lumbard.
Per la serie "quando i discriminati siamo noi".

venerdì 24 giugno 2016

Gran Bretagna: paese spaccato e fuori dall'Europa

Non ci posso credere: benché a Londra abbia vinto Remain, nel resto del Paese hanno vinto populismo, egoismi e ignoranza. Situazione inedita, può succedere di tutto nel bene e nel male. Che Dio ce la mandi buona.
Giorno triste per le generazioni, come la mia, cresciute col desiderio (poi realizzato), di un'Europa unita e per quelle che avevano trovato l’Europa così com’era fino a ieri.