giovedì 10 giugno 2010

La lunga notte della seconda Repubblica

L'attuale legge elettorale, che non ci permette di esprimere preferenze e ci fa subire le scelte delle segreterie dei partiti, non piaceva a nessuno, neppure a chi l'aveva voluta, tanto da definirla "una porcata" (il ministro Calderoli). L'attuale ddl sulle intercettazioni, che di fatto mette il bavaglio alla stampa, non piace a nessuno dell'opposizione (ovvio), ma neppure a qualcuno della maggioranza (il presidente della Camera Gianfranco Fini e i suoi fedelissimi). Secondo Berlusconi, invece, questo provvedimento piace molto alla gente (chi?), che è "stufa di essere intercettata!". Si è mai vista una manifestazione di piazza di cittadini "stufi di essere intercettati"?
La manovra economica di cui si sta discutendo con prelievo "dalle tasche degli italiani", esclusi i ricchi e i ricchissimi beninteso, di 24 miliardi di euro, piace solo a Tremonti. Tra i giudizi che ha sollevato i più benevoli sono stati "doverosa, ma completamente sbagliata perché i tagli non sono per tutti e non c'è niente che riguardi la crescita".
Tra non molto (si parla di settembre) dovremo subire anche la riforma della giustizia, una riforma non disinteressata, che una volta per tutte metterà fuorigioco la magistratura e conferirà una sorta di impunità a coloro che dovrebbero essere almeno giudicati.
E poi sulla testa dei cittadini italiani pende sempre il progetto di una riforma della Costituzione, definita "cattocomunista" e "un inferno che non consente di governare".
Penso che stiamo vivendo in uno scenario da colpo di Stato strisciante che sta erodendo il nostro Paese lasciando sul terreno solo disastri. Un esempio per tutti: i giovani. E' come se non ci fossero, nessuno se ne occupa se non per sfruttarli. La nostra classe politica è così miope da pensare che questa non è un'emergenza. E allora continuiamo pure a sopportare i capricci del principe, magari anche sorridendo a qualche sua gaffe o battuta idiota, oppure mugugnando. Continuiamo pure a farci del male.
Tutto perduto, quindi? Dipende. Oscar Niemeyer, il geniale architetto brasiliano ha detto: "Quando la miseria si moltiplica e la speranza fugge dall'uomo, è tempo di rivoluzione". L'ha detto in tempi non sospetti. Ma le ideologie sono morte e hanno trascinato nella caduta anche le rivoluzioni.
Continua la lunga notte della seconda Repubblica. Ai veri democratici il difficile compito di riaccendere almeno la speranza.

mercoledì 2 giugno 2010

Chi vuole e chi non vuole la pace in Medio Oriente

I quasi 700 volontari, le cui navi con aiuti umanitari, cercando di forzare il blocco di Gaza imposto dagli israeliani, sono state attaccate lunedì notte dai militari israeliani in acque internazionali, appartengono a diverse nazionalità. Secondo l'elenco fornito dalle autorità di Israele i loro Paesi di provenienza sono: Australia, Azerbaijan, Italia, Indonesia, Irlanda, Algeria, Usa, Bulgaria, Bosnia, Bahrein, Belgio, Germania, Sudafrica, Olanda, Gran Bretagna, Grecia, Giordania, Kuwait, Libano, Mauritania, Malaysia, Egitto, Macedonia, Marocco, Norvegia, Nuova Zelanda, Siria, Serbia, Oman, Pakistan, Repubblica Ceca, Francia, Kosovo, Canada, Svezia, Turchia, Yemen.
Stando alle apparenze si potrebbe quasi dire che la pace in Medio Oriente, con la creazione di due Stati liberi e indipendenti (Israele e Palestina), la vuole tutto il mondo tranne i diretti interessati.
Ma ovviamente la questione è molto più complessa: gli aggrediti, anziché pacifisti, sarebbero attivisti legati ai filopalestinesi e il governo di Gerusalemme che li ha affrontati con una reazione fuori controllo, ha provocato, oltre alla morte di nove persone, anche un vero disastro politico. Un'altra interruzione (e una complicazione perché quanto accaduto coinvolge pesantemente la Turchia dalla cui coste sono partite le imbarcazioni degli attivisti) per il già difficilissimo cammino verso la pace.

Più disoccupati? Per forza, tutti cercano lavoro.....

Un giovane italiano su tre è disoccupato. L'hanno detto in questi giorni l'Istat e il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, dimenticandosi di dire che i due che lavorano sono soprattutto precari. L'emergenza lavoro giovani è l'unica emergenza del nostro Paese ignorata da tutti, anche dalla Protezione civile, che qui avrebbe un bel daffare, altro che Grandi Opere.
Commentando la tendenza all'aumento della disoccupazione il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha detto: "Il numero dei disoccupati cresce perché, con la ripresa (quale? - Ndr) calano gli scoraggiati e aumentano quanti cercano lavoro". Come dire che basterebbe non cercare più lavoro per far diminuire la disoccupazione.
Ma si può avere un ministro del Lavoro cosi?

martedì 1 giugno 2010

Wc tecnologici: una denuncia di bassa Lega

In molte scuole italiane, da anni, tocca ai genitori degli alunni fornire di carta igienica i bagni dell'istituto. La scuola non ha soldi, figuriamoci se vengono spesi in un articolo così voluttuario!
Non la pensano così alla regione Lazio, dove ogni anno si spendono per 800 bagni circa 500 mila euro (ripeto: 500 mila euro) solo per la manutenzione delle assi del water (Corriere della sera di oggi, pag. 15). Che cos'hanno di così speciale queste tavolette da richiedere, ciascuna, 52 euro al mese per essere mantenuta efficiente? Forse perché vengono a contatto col lato B di assessori, consiglieri, funzionari e dipendenti regionali? E che cos'hanno questi fondoschiena di diverso da quelli degli alunni delle scuole?
Confesso che non conoscevo neppure l'esistenza di così raffinati wc tecnologici (sono rimasta ai fogli di cellulosa da deporre sui bordi del vaso, come si usa in viaggio, nei campeggi, eccetera) dotati di un pulsante che, a ogni scarico dello sciacquone, fa entrare in azione un meccanismo che cambia automaticamente la pellicola plastificata che copre la superficie dell'asse. Tutto pulito, tutto sterile, perfetto, avanti un altro.
Sembra che una simile meraviglia (anche diseducativa in certi casi, nonostante l'età adulta dei fruitori, perché finisce per sollevarli dal dovere di comportarsi sempre e ovunque con educazione e civiltà) sia in dotazione anche al ministero degli Esteri, a quello del Tesoro, all'Aci e alla regione Veneto, ma non si sa fino a quando, dal momento che gli onerosi contratti d'appalto per la manutenzione dei water tecnologici, firmati per la regione Lazio dagli ex governatori Francesco Storace e Piero Marrazzo, ricaduti sulla Polverini, e denunciati adesso dal ministro leghista Calderoli, sono entrati tra gli obiettivi della guerra agli sprechi nella pubblica amministrazione. Battaglia giusta per principio, almeno fino a quando non verranno dotati di sedili elettronici tutti i bagni degli edifici pubblici, scuole comprese.

venerdì 28 maggio 2010

Un'inquietante camicia nera per Berlusconi

Ieri, parlando a Parigi al summit dei Paesi dell'Ocse, il nostro premier ha detto di non avere poteri, di sentirsi un po' come Mussolini quando si lamentava d'avere meno potere dei suoi gerarchi. Questo è molto grave, ma non è la prima volta che, in un contesto internazionale, Berlusconi con le sue parole fa del male all'Italia.
Nella maggioranza pensano che sia stata una battuta (l'uomo frequenta molto il genere, con risultati sempre discutibili), altri che sia stato un modo per prendere le distanze da Tremonti (il suo "gerarca" più potente) e da certi aspetti della manovra anticrisi elettoralmente nocivi. Lasciamo le interpretazioni agli esperti. Ma proviamo a immaginare che cosa sarebbe successo se la cancelliera tedesca Angela Merkel avesse citato un pensiero di Hitler.....

giovedì 27 maggio 2010

Non volete Marcegaglia ministro? Peggio per voi

Ho appena visto in tv il premier Berlusconi, durante l'assemblea della Confindustria a Roma, invitare dal palco la presidente Emma Marcegaglia a prendere il posto di ministro per le Attività produttive lasciato nel governo dal dimissionario Scajola, e chiedere l'approvazione di questa brillante idea alla platea di imprenditori presenti.
Non c'è davvero limite al peggio. Invitare il capo degli imprenditori a governare lo sviluppo industriale del Paese può diventare l'ennesimo, arcipalese conflitto d'interessi (Emma Marcegalia, se avesse accettato, avrebbe dovuto lasciare la sua poltrona alla Confindustria, ma sarebbe sempre rimasta nell'azienda di famiglia, la Marcegaglia s.p.a., azienda leader nella trasformazione dell'acciaio). Gli imprenditori si sono astenuti. Bene, "da adesso in poi non dovrete più lamentarvi delle decisioni del governo", ha concluso, sornione, il Caimano.

martedì 25 maggio 2010

E' giusto mettere le mani nelle tasche degli italiani

"Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani" è forse l'espressione che più caratterizza il governo in carica. La pronunciano tutti: Berlusconi, Tremonti, e giù Bonaiuti, e giù giù Capezzone, eccetera. Niente (si fa per dire, perché ci sarebbe molto altro) di più volgare. Le mani nelle tasche degli italiani bisogna metterle, senza approfittare dei cittadini più deboli, ma bisogna metterle. Le tasse le dobbiamo pagare. I servizi costano: si provi a chiedere ai Comuni che, da quando per ragioni elettorali, Berlusconi ha abolito completamente l'Ici sulla prima casa, continuano a piangere....
Quindi, con la recente manovra anticrisi non si faccia finta di colpire solo i redditi medio-alti. A rimetterci sono sempre gli stessi. Un esempio per tutti: siamo l'unico Paese europeo dove le rendite finanziarie (cioè le rendite che si ottengono senza fare nulla, semplicemente grazie al capitale investito) sono tassate al 12,5%, circa un terzo di quanto paga un lavoratore dipendente.
Un governo serio mette le mani nelle tasche di tutti, e dovrebbe prendere di più a chi più ha. Semplice. Basta con la demagogia.