lunedì 1 febbraio 2010

Ma si può vivere così?

Dopo che, dopo l'Angelus di ieri, è intervenuto anche il Papa, a chi toccherà il prossimo appello in difesa dell'occupazione, al Padre eterno? Nonostante il numero dei disoccupati e quello dei precari siano in vistoso aumento, governo e Parlamento continuano a occuparsi solo delle vicende giudiziarie del premier e non si vergognano neppure di farlo in modo così esplicito, in totale disinteresse per i veri problemi dei cittadini, vessati da una crisi economica molto pesante, certo non "psicologica" . La stampa non può sottrarsi (ci mancherebbe) al dovere di informare, quindi le pagine dei giornali e i servizi dei tg sono sempre più pieni del gran lavoro del ministro della Giustizia, Alfano e dell'avvocato del presidente del Consiglio, Ghedini, i principali artefici della politica salvifica indispensabile a Berlusconi per sottrarsi al giudizio.
Ma si può vivere così?

mercoledì 27 gennaio 2010

Oggi è la giornata della Memoria

Ho scelto questo brano di Primo Levi, scritto dopo il ritorno dal campo di concentramento di Auschwitz, per ricordare le vittime dell'Olocausto, la barbarie del nazifascismo e tutte le violenze contro l'umanità. Non dimenticare è un dovere di tutti, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni.
SE QUESTO E' UN UOMO
Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case/Voi che trovate tornando la sera/il cibo caldo e visi amici/Considerate se questo è un uomo/che lavora nel fango/che non conosce pace/che lotta per un pezzo di pane/che muore per un sì per un no/Considerate se questa è una donna/senza capelli e senza nome/senza più voglia di ricordare/vuoti gli occhi e freddo il grembo/come una rana d'inverno/Meditate che questo è stato/Vi comando queste parole/scolpitele nel vostro cuore/stando in casa, andando per via/coricandovi, alzandovi/Ripetetele ai vostri figli/ o vi si sfaccia la casa/la malattia vi impedisca/i vostri nati torcano il viso da voi.

Lo stagista non è un formaggino

I precari usati per uno spot pubblicitario. L'idea di un'azienda francese del web di lanciare un concorso per un posto da stagista per tre mesi a 10 mila euro al mese per far parlare di sé, per farsi conoscere, è l'ultima trovata di un mondo (il nostro, purtroppo) in cui la dignità della persona e del lavoro vengono calpestate senza alcuna vergogna. Non citerò il nome di questa società: mi sembra il minimo che io possa fare (e spero che non lo faccia neppure la stampa) per rispetto di tutti i giovani precari che vivono la loro condizione con grandi difficoltà.

martedì 26 gennaio 2010

Delbono: pasticcio alla bolognese

Ci risiamo. Dopo il caso Marrazzo, il caso Delbono (il sindaco di Bologna che si è dimesso per gli illeciti denunciati dalla sua ex fidanzata) per parlare di fatti recenti. Sembra che per certi politici del centrosinistra la "questione morale", che tanto stava a cuore al mai troppo rimpianto Enrico Berlinguer, sia solo un argomento di conversazione che, solo nei casi più mediatici, può portare alle dimissioni: "gesto apprezzabile che rivela rispetto per le istituzioni", ha ripetuto ancora una volta laconicamente Bersani (accontentiamoci così). Non ricordo dimissionari nel centrodestra, non del tutto immune a scandali nati da comportamenti privati.
Nessun giudizio, ovviamente, né pregiudizio deve orientare la pubblica opinione fino a quando la magistratura non avrà finito il suo lavoro.
Certo che un'idea molto triste è legittima, quella che continuano a scarseggiare anche a sinistra figure carismatiche di uomini pubblici di grande statura morale e il ruolo di Pierluigi Bersani, alla guida del Pd, non è certo invidiabile.

lunedì 25 gennaio 2010

Ma quanti forni ha Casini?

Pierferdinando Casini, segretario dell'Udc, che si era alleato al Pd nella corsa alla presidenza della regione Puglia, ha commentato così la vittoria di Nichi Vendola nelle primarie: "Visto che vi piace la politica dei due forni", alludendo a come la stampa (riprendendo una vecchia espressione di Andreotti) ha definito le possibili alleanze dell'Udc col centrodestra o col centrosinistra, a seconda della reciproca convenienza, "ecco che adesso i forni sono tre". Nello stesso tempo ha annunciato che "il terzo forno" sarà per Adriana Poli Bortone, candidata centrista. Mi vengono da rimpiangere "le convergenze parallele" del politichese puro di Aldo Moro.
E poi, in questi giorni in cui si ricorda l'Olocausto, gli unici forni di cui mi fa piacere avere notizia sono quelli portati ad Haiti dalla Fondazione Rava, che sfornano ogni giorno quintali di pane.

giovedì 21 gennaio 2010

Fumo: chi si comporta bene, chi no

La Norvegia è uno Stato virtuoso anche nei fatti, non solo a parole. Il fondo pensione del governo norvegese ha infatti escluso dai propri investimenti, per motivi etici, le multinazionali del fumo. Nel nostro Paese invece lo Stato, che ha stampato sui pacchetti di sigarette avvisi dissuasori che scaricano la responsabilità sul fumatore (come in altri Paesi del resto), è addirittura detentore del monopolio dei tabacchi.

Haiti. Chi coordina i coordinatori?

Il mondo è globale, i soccorsi no. Il terremoto che ha distrutto Haiti ha messo in luce una grossa falla nella rete della solidarietà internazionale: gli aiuti, tantissimi da tutto il mondo, faticano ad arrivare a destinazione; e, quando arrivano, non si riesce a distribuirli oppure, nel caso di strutture d'emergenza (ospedali da campo, ambulatori, tende per i sopravvissuti, eccetera) a renderli operativi.
Perché, invece di una confusa spontaneità e improvvisazione nei soccorsi, l'Onu non ha preso in mano la situazione? Qualcuno obietterà che l'Onu è ormai più un organismo di facciata; allora si faccia qualcos'altro: la comunità internazionale nomini delle commissioni territoriali per le emergenze naturali che sovrintendano e dirigano le operazioni in caso di necessità. Perché si è lasciato che gli Stati Uniti la facessero da padroni sollevando le proteste di altri paesi, per esempio la Francia? Non sempre il chi-fa-da-sé-fa-per-tre funziona: in certe emergenze genera solo caos. Il presidente Obama ha nominato gli ex-presidenti Bill Clinton e George W. Bush come coordinatori dell'impegno degli Stati Uniti, altri Paesi avranno nominato i loro coordinatori e anche noi abbiamo dato il nostro contributo a creare confusione con la nomina di Guido Bertolaso, inviato da Berlusconi nell'isola disastrata (per conto proprio si era mossa anche la regione Lombardia!). Insomma chi coordina i coordinatori? Intanto il sistema dei soccorsi, pur molto generoso di persone, mezzi e denaro, continua a non essere all'altezza della situazione.